|
Maremoto o Tsunami
questo fenomeno naturale consiste nella formazione e
propagazione di ampie onde in mare aperto, generalmente formate
da un terremoto con epicentro sul fondo marino, possono essere
causate anche da meteoriti (asteroidi) di grosse dimensioni. Il termine tsunami, sinonimo di maremoto, è di origine giapponese; l’uso
comune del termine giapponese per questo fenomeno si deve alla
particolare frequenza con cui si verificano i maremoti
nell’arcipelago nipponico, situato in una zona ad alto rischio
sismico. Si
racconta che una volta dei pescatori giapponesi in alto mare non
si accorsero del passaggio di un'onda di maremoto, che prende il
nome di «tsunami», e quando tornarono in porto non trovarono più
nulla perché spazzato dall'onda gigantesca. I ricercatori
giapponesi sono all'avanguardia in questo genere di studi e
d'altra parte si comprende bene l'interesse verso questo tipo di
fenomeno, estremamente pericoloso.
La lunghezza d’onda di un maremoto varia tra i 100 e i 700 km,
la sua velocità tra i 300 e gli 800 km/h; l'ampiezza dell’onda
raramente supera il metro, ma lungo le coste, soprattutto negli
stretti e nelle baie imbutiformi, aumenta fino a raggiungere
proporzioni devastanti (oltre 30 m di ampiezza). Quando si
abbatte su una zona costiera, l’onda di un maremoto è in grado
di devastare interi centri abitati.

La maggior parte dei maremoti si verifica lungo la cosiddetta
cintura (o anello) di fuoco, la fascia che contorna l’oceano
Pacifico per circa 38.600 km, altamente sismica e disseminata di
vulcani. Le zone più a rischio di maremoto sono, oltre al
Giappone, le coste dell'Alaska, del Sud America e di alcuni
tratti della California, oggi anche l'oceano Indiano è stato
teatro di una devastante onda di Tsunami causata da un terremoto
nelle profondità marine a largo della costa Tailandese, e stato
definito uno dei più gravi disastri della storia di questo
secolo, migliaia di morti e totale devastazione sono i
risultati.
 |