|
I Rolling Stones superano i Beatles. Ed è forse la prima volta nella storia. Ma Dylan batte tutti. Questo il verdetto di Rolling Stone, la bibbia del pop-rock americano, che ha pubblicato la classifica delle 500 più belle canzoni di sempre. Una lista da far impazzire il protagonista di Alta fedeltà di Nick Hornby, maniaco catalogatore di dischi (e non solo).
Al primo posto, dunque, c’è Bob Dylan con «Like a Rolling Stone» datata 1965. «L’ho scritta. Non mi sono sbagliato. Era ok». Queste, all’epoca, le parole del cantautore. Secondo la rivista «non c’è miglior descrizione della canzone, della sua struttura e della sua esecuzione rivoluzionaria o di quel giovane, appena 24enne, che la creò».
Dopo Dylan ci sono i Rolling Stones — sarà un caso che le prime due canzoni abbiano qualcosa in comune con la testata del magazine musicale? — di «(I Can’t Get No) Satisfaction». Il riff di chitarra che la apre è, si legge nella recensione, «il punto in cui i traballanti salti e le infatuazioni giovanili del rock&roll diventano rock». Al terzo posto John Lennon con «Imagine», «un inno eterno di conforto e speranza che ci ha accompagnato nei momenti di maggior dolore: dallo choc della morte dello stesso Lennon nell’80 all’indescrivibile orrore dell’11 settembre», spiegano i critici.
Il tempo è galantuomo e ha riparato i «torti» del pubblico: delle tre canzoni regine soltanto «Satisfaction» arrivò al numero uno nelle vendite, «Like a Rolling Stone» si fermò al secondo e «Imagine» al terzo. Ma ci sono casi ancora più clamorosi: «Blowin’ in the Wind», sempre di Dylan, che agguanta il 14° posto e «London Calling» dei Clash (15) non entrarono nemmeno nelle classifiche ufficiali. Fra gli altri brani vendicati ci sono ad esempio «My Generation» degli Who che il pubblico fermò al 74° posto e la critica rimette all’11° e «Purple Haze» di Hendrix (17° contro 65°).
Niente Beatles, intesi come gruppo, sul podio. Per vederli bisogna aspettare la posizione numero 8 dove hanno piazzato «Hey Jude». Ed è una rivoluzione. Lo stesso Rolling Stone, l’anno scorso, aveva pubblicato la lista dei 500 miglior album della storia e per Paul, John, George e Ringo era stato un successo assoluto: primo e terzo posto («Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band» e «Revolver») e altri due dischi nella top ten.
|