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MILANO, 4 aprile 2004 - In quello che si scrive derby d`Italia ma di fatto è una sfida tra deluse dagli alibi finiti perché le infermerie sono finalmente svuotate, l`Inter batte 3-2 la Juventus dopo il 3-1 dell`andata (era dal `92-93, con Bagnoli, che i nerazzurri non lasciavano a secco la Signora), vince la terza gara consecutiva in campionato e rimane in scia di Lazio e Parma nella corsa al quarto posto. Quella scia che invece i bianconeri, ancora a secco in uno scontro diretto in questa stagione, smarriscono forse definitivamente nei confronti di Milan e Roma. Decidono Martins, un autogol di Kily, Vieri (su rigore), Stankovic e Di Vaio. Espulso Montero, uscito rintronato come all`andata dal duello con Martins.
Ora che hanno ritrovato gran parte delle carte migliori, Zaccheroni e Lippi si giocano una mano pesantissima e si ha subito la sensazione che a "bluffare" fosse il tecnico viareggino. Mentre infatti Zaccheroni può finalmente scegliere e manda in campo l`undici più sensato, con ogni pedina al suo posto, Lippi sembra divertirsi a inventare un ruolo nuovo per buona parte dei suoi. In un improbabile 3-5-2, Legrottaglie e Montero affiancano lo statico Tudor in difesa, con Birindelli e Zambrotta spaesati a centrocampo, Camoranesi costretto sul centro destra, dove rende meno, Tacchinardi e Appiah a girare a vuoto nel mezzo. Assente Nedved, la scelta di lasciare in panchina Maresca appare suicida, perché priva i bianconeri dell`unico playmaker. Miccoli infatti è costretto a tornare a centrocampo per vedere un pallone, di fatto lasciando Trezeguet nella morsa di Cordoba, Materazzi e Gamarra.
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